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Platform PS3 Xbox360 PC
Genere Azione
Publisher Capcom
Developer Airtight Games
Distributore Capcom
PEGI 16+
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Dark Void - Recensione |
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GEN
Recensioni
Il Triangolo delle Bermuda cela un "mondo" nascosto!
Airtight Games è una società indipendente che si occupa di sviluppo videogiochi per console e PC. Fondata nel 2004 e ancora semi-sconosciuta a livello internazionale, ci presenta il suo primo progetto targato Capcom: stiamo parlando di Dark Void.
Storia e personaggi
Le vicende di Dark Void iniziano nel 1938 e raccontano le gesta di William Augustus Grey (d’ora in poi Will), un pilota esperto di aerei da trasporto. Giunto al luogo del prossimo volo-lavoro incontra una vecchia conoscenza di nome Ava che decide d’imbarcarsi con lui. Purtroppo il Triangolo delle Bermuda si dimostra all’altezza della sua fama e fà precipitare l’aereo in un vortice mentre i protagonisti perdono i sensi. Al risveglio lo scenario non è affatto quello sperato: i due si trovano in una giungla tropicale, ma ben presto scoprono che sono giunti in una dimensione parallela conosciuta come “Il Vuoto” e la via verso casa è sempre più distante. Uniti al gruppo dei Sopravvissuti tentano di sconfiggere gli abitanti del Vuoto, ovvero delle semi-divinità rettili che hanno intenzione di sottomettere gli uomini alla loro malvagia volontà. Ad aiutarli nell’impresa figura anche il famoso scienziato Nikola Tesla, intrappolato anch’esso, il quale studia e costruisce potenti armamenti con la stessa tecnologia dei Guardiani.
Grafica e Game Design
Molti di voi si chiederanno cosa spinge l’architettura di questo Dark Void, eppure qualcosa ci dice che al primo sguardo in video o in demo un’idea ve la siete fatta. Ancora una volta è l’Unreal Engine 3 il motore grafico scelto dal team di Airtight Games, anche se in quest’occasione non mostra una modellazione dei personaggi convincente e si perde in frettolose texture e animazioni facciali ridotte all’osso. Il design generale è alquanto anonimo e non presenta alcun elemento degno di nota o che possa essere ricordato dai giocatori, forse conseguenza di una formula narrativa trita e ritrita che amalgama lo stile retrò degli anni ’40 ad un ambiente altamente tecnologico (leggasi Rocketeer). In quanto a dettaglio, comunque, le cose non migliorano granchè, il numero di poligoni non riesce a soddisfare le pretese di un titolo di nuova generazione e questo si evince soprattutto nei primi piani durante i filmati d’intermezzo, costruiti col motore di gioco. La situazione migliora per quanto concerne le animazioni, sempre fluide e ben realizzate, permettono di godere appieno dei vari momenti critici, ovvero quando orde di robot inferociti cercheranno di eliminarci per sempre a colpi di armi hi-tech. Con alcuni difetti ben in vista, giocare a Dark Void su PC regala qualche vantaggio in più che non sulle versioni casalinghe, le quali difettano dell’assenza del PhysX, il gestore della fisica di NVIDIA.
Giocabilità e Longevità
Il gameplay di Dark Void propone un mix di fasi aeree e terrene, con un’evidente propensione per le prime. In fondo non poteva essere altrimenti dato che l’intero titolo si basa sul jetpack che avremo a disposizione quasi fin da subito, ma il paradosso sta nel fatto che gli scontri in volo non sono poi così semplici da gestire. Comunque, durante questi momenti, sarà possibile agganciare i bersagli, rallentare i propulsori, usare le virate, effettuare manovre acrobatiche, e spingersi al massimo della velocità grazie al Turbo, controllato da un’apposita barra nella parte alta dello schermo. I nostri avversari sintetici ci non si faranno scrupoli (e come potrebbero?) a tirarci contro usando la fanteria aerea, ed è proprio qui che le abilità di Will verranno fuori in una sorta di “Muori o distruggi” dove bisogna premere i tasti giusti e avere un discreto tempismo, così da uccidere il pilota e prendere possesso del velivolo. La vastità degli ambienti, ad eccezione di quelli interni, permette al giocatore di optare per tutti e due i tipi di combattimento e di passare dal volo alla terraferma planando lentamente in verticale, funzione utilissima sia per atterrare restando vivi che per massacrare i robot prima di mettere piede a terra.
Per contro, a terra avremo a che fare con movenze che ricordano un po’ quelle di Gears of War o Uncharted, con ripari da usare a dovere, granate da lanciare al momento giusto e colpi ravvicinati stranamente potenti più delle armi vere e proprie. Inoltre la conformazione di gran parte dei livelli prevede una sorta di modalità di combattimento verticale, con la quale si possono attraversare zone impervie sfruttando lo sprint dei propulsori e spostandoci da una sporgenza all’altra usando un minimo di strategia, tenendo sempre a mente che gli avversari di latta ci spareranno contro tutto il loro arsenale bellico. Infine vi segnaliamo che l’equipaggiamento di base, composto di armi da fuoco avanzate e strappate ai nemici, può essere migliorato con l’accumulo di Punti Tech disponibili ad ogni uccisione.
Conclusioni
La sola cosa che viene da pensare è che il potenziale di Dark Void non è stato sfruttato a dovere. Seppur risulta divertente sfrecciare in volo fra schiere di Guardiani all’attacco, la bassissima longevità e la ripetitività di alcune dinamiche di combattimento remano contro il titolo stesso. Se poi ci mettiamo anche un comparto tecnico appena abbozzato ed una trama al limite della banalità, si rischia di trasformare un buon gioco d’azione in quello che ci troviamo fra le mani: un clone. L’impostazione della vicenda non riesce a coinvolgere, ed il character design ci mette anche la sua parte. In definitiva il consiglio è di provarlo in demo, e magari acquistarlo solo a patto di voler trascorrere qualche ora di divertimento senza impegni. Se non siete fra questi soggetti, vi conviene girare lo sguardo altrove.
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Platform: PS3 Xbox360 PC
Filed under: Dark Void, la recensione
Author: RobertoP
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Giudizio Finale
Modalità aerea divertente
Abbastanza frenetico |
Grafica sotto la media
Fin troppo scontato
I.A. da rivedere
Poco longevo |
6,3 su 10,0 |
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